Classe energetica degli elettrodomestici: cosa sapere per scegliere al meglio e risparmiare

L’etichetta energetica è obbligatoria all’interno dell’Unione Europea e ci permette di capire al primo sguardo la classe di appartenenza di un elettrodomestico per quanto riguarda il suo consumo di energia. Dal 2021, il metodo di classificazione è cambiato… vediamo come.

Dal 1994 a oggi: l’etichetta energetica è sempre più smart

La prima etichetta a indicare le classi energetiche viene utilizzata nel 1994 per i frigoriferi e si serviva delle lettere tra A e G. L’anno successivo, questo metro di giudizio si estende anche a lavatrici e asciugatrici, prima di essere gradualmente adottato da tutti gli altri elettrodomestici.

Poiché negli anni, i consumi energetici di frigoriferi, ma anche di TV e lampadine si sono ridotti sempre di più, dal 2003 è stato necessario estendere la scala originaria aggiungendo le classi A+, A++ e A+++, rivedendo negli anni l’etichetta per renderla più chiara ed evitare di confondere il consumatore.

Dal 1° marzo 2021, il Parlamento Europeo ha modificato il sistema delle classi energetiche, corredandole di ulteriori informazioni ed eliminando i segni +, per restituire all’etichetta la sua efficacia comunicativa immediata.

Le lettere utilizzate – che nel frattempo si erano di fatto ridotte a quelle tra A e D – tornano a essere comprese tra A (indicata in verde brillante) che indica gli elettrodomestici con classe energetica più efficiente e G (in rosso) per quelli più energivori.

Che differenza c’è tra le vecchie classi energetiche e le nuove?

Nella nuova etichetta energetica è possibile conoscere subito marchio e modello dell’elettrodomestico e trovare l’icona “smart” che identifica gli eventuali prodotti intelligenti. La scala con le classi comprende sette colori diversi, mentre sul lato destro è indicata la classe del modello che il consumatore sta analizzando.

Classe A: in verde brillante
Classe B: in verde chiaro
Classe C: in verde lime
Classe D: in giallo chiaro: equivale alla vecchia classe A+++, quindi interessa elettrodomestici molto performanti per efficienza e consumi.
Classe E: in arancione chiaro: corrisponde alla vecchia classe A++, quindi comprende una buona parte degli elettrodomestici che utilizziamo nelle nostre case e che, comunque, assicurano efficienza e risparmio energetico.
Classe F: in arancione scuro: considerata a basso risparmio energetico, una volta comprendeva gli elettrodomestici della vecchia classe A+
Classe G: in rosso: dispendio di energia elevato, in questo gruppo finiscono gli elettrodomestici più vecchi, compresi quelli che una volta erano in classe A.

A tre anni dall’introduzione del nuovo sistema, la nuova classe A è di fatto inutilizzata poiché non esistono elettrodomestici con un livello di efficienza così elevato per farne parte, così come sono pochissimi i modelli che rientrano nelle fasce B e C. Lo scopo è quello di lasciarle libere per il futuro, quando entreranno sul mercato soluzioni ancora più tecnologicamente avanzate dal punto di vista del risparmio energetico.

Nella parte inferiore dell’etichetta sono presenti, invece, dei disegni (diversi a seconda della tipologia di elettrodomestico) che forniscono informazioni come il consumo di energia in kWh/ all’anno o per cicli di funzionamento, le emissioni sonore e molto altro. In alto, invece, è possibile trovare un QR code da scansionare, che permette di accedere alla scheda tecnica del prodotto contenuta nella banca dati europea.

Scegliere la classe energetica per risparmiare

Se gli elettrodomestici che adesso rientrano nelle nuove classi D ed E si dimostrano amici dell’ambiente e del portafoglio grazie ai consumi energetici ridotti e alle ottime performance, per i modelli più vecchi il discorso è notevolmente diverso, soprattutto quando la lavatrice, il frigorifero o l’asciugatrice iniziano a mostrare segni di malfunzionamento o, addirittura, si guastano.

Sebbene la riparazione sia spesso possibile, oltre al costo economico di un intervento che potrebbe non essere risolutivo è sempre utile valutare anche il risparmio energetico che un modello più nuovo e performante può offrire in bolletta.

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